Sui social spopola, in tutti i supermercati si trovano creme e sughi e ora a Natale è utilizzato per farcire pandori e panettoni. Di cosa parliamo? Del pistacchio di Bronte ovviamente!

Sapevi che se lo mangi… è merito di un ciclope?

Continua a leggere per scoprire qual è il collegamento tra mitologia greca e pistacchio e tutte le curiosità sul gusto dell’anno. 

Storia del pistacchio di Bronte 

Ricordi Polifemo, protagonista di uno degli episodi dell’Odissea? 

Forse non lo sai ma aveva un fratello… di nome Bronte!  

Leggenda narra che la residenza del ciclope fosse sull’Etna e che lasciasse agli abitanti la libertà di coltivare i pistacchi nei dintorni del vulcano. 

La storia “vera” risulta ancora più antica di quella di Bronte: assiri e babilonesi utilizzavano la pianta per i suoi poteri curativi, come rimedio per i morsi di animali velenosi… e come afrodisiaco

La parola pistacchio compare per la prima volta nell’Antico Testamento ed era ritenuto un frutto molto prezioso dagli ebrei. 

Plinio il vecchio racconta di un governatore romano in Siria che, alcuni anni dopo la nascita di Cristo, porta il pistacchio in Italia e in Spagna grazie alle conquiste dell’esercito. 

Non trovando un clima favorevole nella penisola, la pianta viene gradualmente “abbandonata” e da fruttifera passa a essere utilizzata solo per la legna. 

Occorre aspettare alla presenza araba in Sicilia per dare nuova linfa al pistacchio: è solo dopo la conquista di Marsala e dell’intera isola (nel 902 d.C.) che si riprende la coltivazione. 

È proprio alle pendici dell’Etna, dove vive Bronte, che il pistacchio inizia ad avere un incredibile sviluppo. 

La particolarità

Il terreno su cui si sviluppa il pistacchio di Bronte è impervio e ricco di ceneri del vulcano: le pendenze sono scoscese e lo strato arabile è davvero limitato… poche altre piante sopravvivono in un habitat del genere!

Il pistacchio è infatti una specie estremamente resistente, con grandi capacità di adattamento a diverse condizioni climatiche, ma soprattutto è una pianta davvero molto longeva, che può arrivare a vivere sino a trecento anni. 

La raccolta del pistacchio di Bronte avviene tra la fine di agosto e i primi giorni di ottobre: chi partecipa all’evento si arrampica tra rocce laviche e rami, su terreni accidentati e pietrosi. 

In seguito alla raccolta, dopo poche ore, seme e involucro vengono separati: il seme viene messo a essiccare in modo da eliminare l’umidità e poi conservato in un luogo fresco, all’interno di sacchi di juta oppure carta.  

L’oro verde di Sicilia viene raccolto ad anni alterni, l’anno in cui salta la raccolta si procede a eliminare le gemme per proteggere le piante. 

A livello mondiale il pistacchio di Bronte risulta essere quello più pregiato per quanto riguarda sapore deciso e aroma. Questa peculiarità è dovuta alle caratteristiche particolari del terreno lavico su cui cresce e del “concime” naturale: le ceneri dell’Etna. 

Gusto, aroma ma il pistacchio di Bronte è inconfondibile anche alla vista! La clorofilla al suo interno è superiori rispetto ad altre tipologie di pistacchio e proprio a questo si deve il colore verde più intenso rispetto a quello dei “concorrenti”. 

A proposito della tonalità per mantenere intatto il verde intenso occorre immergere per qualche minuto i semi in acqua bollente e salata.

I benefici 

Ci sono tantissimi motivi per consumare il pistacchio di Bronte e il primo, senza dubbio, è la bontà per le papille gustative… ma non è l’unico. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce di consumare una dose giornaliera di 30 grammi di pistacchio. I benefici sono numerosi

  • come altri semi oleosi è utile per contrastare lo stress ossidativo, ma rispetto a questi contiene una maggiore concentrazione di sostanze antiossidanti 
  • azione antinfiammatoria
  • contribuisce a regolare la glicemia 

Tra tutta la frutta secca inoltre il pistacchio di Bronte risulta essere quello meno calorico

Come riconoscere il pistacchio di Bronte?

In primo luogo per i colori: sfumature violacee nella pellicina che ricopre il seme (che di solito manca negli altri prodotti altrove) e parte interna verde smeraldo (le altre tipologie hanno tonalità che vanno più sul giallo). 

Per essere proprio certi della provenienza poi nella confezione deve essere presente la formula Pistacchio verde di Bronte DOP. 

 

È inutile nasconderlo, anche noi siamo amanti del pistacchio di Bronte!

Da Cris Cream puoi gustare il classico gelato ma non solo… abbiamo anche il bubble waffle e la crêpe Pistacchiosa con crema pura e granella di pistacchio. 

Hai già l’acquolina in bocca?

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